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Non ti disunire

15 set

CIRO CAPANO

& ORCEHSTRA

in

“NON TI DISUNIRE”

ore 21
Villa Comunale di Napoli

 

“Non ti disunire”, recital di Canzoni Classiche Napoletane che ripercorre a ritroso i fasti della canzone classica napoletana dell’Ottocento e del Novecento: da Salvatore Di Giacomo a Libero Bovio, da Vincenzo Russo a Roberto Murolo, da Ernesto Tagliaferri a Salvatore Gambardella fino a Raffaele Viviani. Ciro Capano, straordinario cantante/attore, reduce da un travolgente successo con il film “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, con la sua frase cult, ora un modo di dire, “Non ti disunire”, scena emblema del film, consiglia di non perdere la propria unità, la propria essenza, il proprio essere, che nel dialogo pare indissolubilmente legato alla permanenza di Napoli e a quel concetto di
napoletanità di cui è permeato l’intero film. “Non ti disunire” significa quindi “non perdere te stesso, rimani radicato in questa città, nel luogo, in cui riconosci l’ultima parte dell’essenza rimasta, in cui restano i tuoi ricordi”. E allo stesso modo si è ritrovato in quell’altra frase, che a Fabietto quasi sbatte in faccia: «’A tieni ’na storia ’a raccunta’?». Perché Ciro Capano, scelto da Paolo Sorrentino per interpretare il regista Antonio Capuano in «È stata la mano di Dio», di storie da raccontare ne tiene non una ma molte di più. La storia di un ragazzino che ha visto i suoi amici d’infanzia perdersi in quei quartieri di Napoli dove la strada insegna a sopravvivere ma non sempre anche a salvarsi.

La storia di un atleta che ha giocato a rugby da professionista fino a 34 anni e ora che ne ha 61 continua a portarsi dentro quei valori di coraggio e lealtà appresi sul prato dell’Albricci, un campo che ancora evoca emozioni tra gli appassionati, anche quelli non napoletani. Da qui l’idea di dare titolo al suo nuovo concerto di recital di Canzoni Classiche Napoletane, ripercorre a ritroso i fasti della canzone classica napoletana dell’Ottocento e del Novecento: da Salvatore Di Giacomo a Libero Bovio, da Vincenzo Russo a Roberto Murolo, da Ernesto Tagliaferri a Salvatore Gambardella fino a Raffaele Viviani, passando attraverso i vari stili di questi autori. II tutto è filtrato dal punto di vista di un artista che conosce l’importanza della memoria e del tenerla viva.

La storia di un attore che si è formato sui palcoscenici della sceneggiata, che ha lavorato con i grandi, da Beniamino Maggio a Pino Mauro, da Mario Merola a Mario Da Vinci. E che poi ha fatto parte della compagnia stabile del Sannazaro diretta da Luisa Conte, la signora del teatro classico napoletano. Una storia che ha affascinato Sorrentino.